KOSOVO E SERBIA

UN ALTRO ESEMPIO DELLA GUERRA  IMPE RIALISTA

 

Con gli ultimi avvenimenti nei Balcani,dopo quelli in Siria proseguiamo il nostro programma di controinformazione.

 

Il Kosovo, dopo la guerra di  aggressione contro la Serbia da parte della NATO venne messo sotto il protettorato militare con la creazione della missione Unimik,

 

Nel 1998 il  Kosovo proclamò unilateralmente l' indipendenza, subito  riconosciuta dagli USA e da un gruppo di Stati suoi satelliti nonchè dalla  Unione Europea con  la  eccezione di nazioni come Spagna, Romania,  ecc  che  temevano che la nascita di  un nuovo Stato creato su basi etniche  risvegliasse la tendenze  delle loro minoranze interne.

 

Al contrario la maggioranza dei membri delle Nazioni Unite (con due facenti parte del Consiglio di Sicurezza con diritto di veto, la Russia e Cina)  hanno negato  tale riconoscimento,

Alla Unimik  si sono succedute la missione Eulex e  per ultima la SG (Comitato Internazionale di Osservazione) con il programma dichiarato  di “accompagnare il paese nel periodo di transizione”.

 

Quest' anno a Settembre è  cessato il controllo del Comitato Internazionale, per cui  il Kosovo sarebbe  diventato stato sovrano con la benedizione del Tribunale Internazionale che ha giudicato la proclamazione dell' indipendenza non in contrasto col  diritto  internazionale (come pure la risoluzione 1244 dell' ONU, che  al contrario, pur condannando la Serbia, la considerava col Kossovo un corpus unicum...).

 

I  Governi che successivamente hanno guidato la  Serbia hanno cercato l' ingresso nell'Unione Europea, ma Bruxelles e Washington hanno preteso come condizione sine qua non per l'ingresso  la  rinunzia ad una  parte del  suo territorio, il Kosovo, culla della sua storia e identità nazionale.

 

Una  pretesa senza precedenti: è come se avessero chiesto, facendo un esempio, dalla  Romania  la rinuncia alla  Transilvania, a maggioranza ungherese, o dalla  Bulgaria  quelle di province meridionali  con prevalenza turcofona.  Romania e Bulgaria hanno fatto ingresso nella Ue senza difficoltà di sorta.

 

Il precedente Governo serbo,  retto dal  beniamino atlantico Boris Tadic, stava mostrando cedimenti di fronte a tali pressioni,  elemosinando l' ingresso nell' Europa Unita.

 

 D' altra parte la mancata entrata nell'  Unione Europea  non  era un cataclisma per la Serbia dato che finora i rapporti  con questa si sono verificati dannosi: sul piano economico con sfruttamento delle sue risorse  a bassi costi   (la Fiat ne è stato esempio per eccellenza) su quello politico  con  pretese umilianti e su quello  militare con  un proditorio attacco con bombardamenti che causarono  numerose   vittime civili  e vaste distruzioni.

 

 Per molti anni i governanti serbi  non hanno capito o  voluto capire che esistevano altre vie d' uscita: la neutralità sul piano militare e la collaborazione sul piano politico-economico con altri Stati fuori dalla Unione  L' ha infine  però capito il popolo serbo mandando a casa il filoatlantico e rinunciatario Tadic e il suo Governo!

 

La nuova presidenza  è stata assunta da Tomislav Nikolic, fondatore del nuovo  Partito Progressista, dopo esser stato vice di Seselj, nel Partito Radicale, lasciato per abbracciare una linea meno oltranzista e il Governo affidato al leader del Partito del Partito Socialista di Serbia Ivica Dacic.

Entrambi hanno dichiarato che  non cercheranno più di ottenere a tutti i costi la data di inizio delle trattative con la UE.

 

In un discorso alle Nazioni Unite il Presidente Nikolic ha ribadito:

senza Kosovo e Metohija noi ci sentiremo come un uomo in un bellissimo palazzo ma affetto da  una malattia mortale” per poi ribadire “La Serbia non può andare avanti senza il Kosovo-Methoija ma neppure il Kosovo-Methoija può andare avanti senza la Serbia..La Serbia non accetta e non accetterà mai  di riconscere né in modo  implicito o in modo esplicito l' indipendenza unilaterale  della sua provincia del sud...“

 

Teniamo anche conto dei serbi nel Kosovo, relegati in enclavi (veri lager) con minacce e attacchi  continui che non risparmiano chiese e storici siti ortodossi oppure  nelle località del  nord del paese ,dove costituiscono la maggioranza, assediati  nella città, come  Kosova Mitrovica, con l' inerzia o addirittura il  beneplacito di militari Ue che dovrebbero proteggerli.

I mesi scorsi  gli abitanti serbokosovari  hanno perfino  provocatoriamente richiesto la cittadinanza russa, pur di non essere fagocitati dalla maggioranza albanese.

 

Con la nuova linea politica si sono intensificati i rapporti con con altri Stati  al di fuori della Unione.

La Serbia ha così sventato  il vero ricatto del Fondo Monetario che teneva in riserva un miliardo di euro necessari alle sue finanze,  per decidere poi se  erogarlo in base alla accettazione o meno delle richieste delle autorità europee.

 

Ma  i conti degli occidentali  li hano fatti senza l' oste russo!

Infatti in aiuto alla Serbia, su richiesta del Governo Dacic, la Federazione Russa, dopo un primo finanziamento, ne ha assicurato un secondo di dieci miliardi dollari che sarà concesso in base ai progetti di sviluppo che saranno presentati. In tal modo la Serbia si è liberata dal ricatto del FMI.

 

Inoltre la Russia si è dichiarata  pronta ad assorbire tutti i  prodotti agricoli e alimentari serbi.

Ciò permetterà alla Serbia di ridefinire positivamente il  budget  per fine anno, anche per la voce del bilancio, nella previsione  di un  aumento della produzione  e, di conseguenza, dell' export. agroalimentare.

 

Tutto questo mentre  la finanza della Ue nella quale Tadic tanto teneva entrare, naviga a vista in una crisi senza precedenti.

 

E' evidente che l'aiuto della Russia non è meramente umanitario, ma dovuto anche al timore che, dopo i tentativi dalla Ucraina alla Bielorussia , con manifestazioni pilotate, di destabilizzare  governi favorevoli ad  un buon vicinato, si abbia in Serbia un sovvertimento in funzione anti-russa.

 

Infine la stessa ha  promesso al Governo serbo un  pieno appoggio al Consiglio di Sicurezza e la protezione anche militare.  Infatti per il gasdotto  progettato, che  attraverso la Serbia si diramerà verso Bosnia, Austria e Italia sono previste  postazioni di sicurezza  nelle zone giudicate “calde” per prevenire eventuali sabotaggi.

 

La Serbia ha poi firmato accordi con la Cina che sta procedendo alla costruzione di un nuovo ponte sul Danubio e che ha progettato una autostrada da Belgrado al Montenegro,

 

Sul piano militare  il Montenegro e Macedonia hanno sottoscritto un patto con gli Usa che autorizza, nei rispettivi territori , la dislocazione di truppe statunitensi.

Nel Kosovo è stata installata una delle più grandi basi americane in Europa.

Anche per questo agli  alleati occidentali non  interessa il fatto che il libero Kosovo  sia divenuto centro vitale del narcotraffico dal  Medio Oriente  all' Europa e che la mafia kosovara si  sia diffusa in tutto il nostro continente.  

 

La politica del nuovo Governo serbo  con  gli accordi con Mosca, certamente intralcerà l'espansione degli  imperialisti americani, insieme ai suoi  alleati europei  nella penisola balcanica.

 

Noi  come per la Siria confermiamo la nostro solidarietà  alla lotta della Serbia, non ignorando quella decisiva dei proletari serbi, che già  hanno sperimentato un regime  come quello della ex Repubblica Popolare di Jugoslavia nata dalla resistenza, che  pur  faticosamente si avviava verso una società socialista, lotta  per l'abbattimento  del potere della borghesia.  

 

Sergio Guerrieri

 

Circolo Culturale Proletario

 

Ottobre 2012